Sogni di fiumi e di mari

Sogni di fiumi e di mari

di Tim Parks

"Caro John, è da diverso tempo che sono afflitto, o forse baciato, da sogni di fiumi e di mari, sogni d'acqua..." Pochi giorni dopo aver scritto queste righe dall'India al figlio John, che sta concludendo il suo dottorato di ricerca a Londra, Albert James muore in circostanze misteriose. Albert si era da poco trasferito in India con la moglie Helen dopo trent'anni trascorsi viaggiando da un paese all'altro del Terzo Mondo per prestare aiuto alle popolazioni più povere. Quando apprende la notizia della morte del padre, John si precipita a Delhi per rivedere un'ultima volta il viso di quell'uomo che per tutta la vita ha sentito così distante, ma a cui è sempre rimasto intimamente legato, e per scoprire cosa si celava fra le righe di quella lettera speditagli da uno sconosciuto. Giunto in India, dovrà però fare i conti con una terra ignota e ostile, e con la spiazzante freddezza della madre. John si trova ad affrontare l'India e tutti i suoi contrasti, preda dell'intensità di una cultura dove sacro e profano, vita e morte si confondono. "Sogni di fiumi e di mari" è la storia di un uomo in cerca di una verità che si trasforma nel racconto di un paese che quella verità confonde e sottrae nell'attimo in cui sembra volerla offrire. Perché l'enigma di quei sogni d'acqua svelati da una lettera mai finita non è solo l'enigma di un padre rimasto sempre distante e assente, ma quello dell'India, e del modo in cui non smette di esercitare il suo fascino sull'Occidente.