La solitudine del fiore di cappero

La solitudine del fiore di cappero

di Roberto Cattaneo

La Basilicata e i suoi preconcetti, i modi di dire e soprattutto i non detti. Un amore proibito, quello tra Spartaco e Giulia. Sulla storia d'amore si innesta il misterioso omicidio di Guglielmo, un giovane della società bene. Un delitto di mafia? Una vendetta politica o quella di un marito tradito? Gli inquirenti setacciano il paese alla ricerca dell'assassino.

Non trovano nulla e, pressati dalla stampa, accusano Crocefissa, cameriera a casa di Guglielmo, ma anche sorella di Spartaco. Il quale, preoccupato per la sorella, si mette a indagare, scavando nella personalità dell'ucciso che via via si rivela assai più complessa di quanto non sembri all'apparenza. Spartaco approderà, alla fine, alla verità. Ma si tratta di una verità sconvolgente per i costumi di una provincia del Sud negli anni '60.

E sarà il solo a giungere alla soluzione del caso, la magistratura non lo risolverà e lo archivierà. Come in un racconto di Durenmatt, l'assassino, o gli assassini, scompaiono senza mai venire scoperti, ma nemmeno sospettati. L'amore tra Spartaco e Giulia è destinato a finire tragicamente. Roberto, il marito di Giulia, scopre il tradimento della moglie e attua la sua vendetta. Che non consisterà nel tradizionale delitto d'onore, ma in un castigo il cui contenuto di violenza è più subdolo e non meno disumano di un femminicidio in termini classici. Giulia si ritroverà con una personalità sdoppiata e sarà costretta a scegliere la sola soluzione che le parrà possibile.