Mimì

Mimì

di Sébastien Marnier

Jean-Pierre ha cinque anni, cinque fratelli e un padre violento. Vive in uno squallido palazzo nella difficile periferia parigina. Vitale e timido, apprende in famiglia e per strada che l'unica legge è quella del più forte e che bisogna sempre far parte del gruppo.

Ma a scuola incontra la diversità, nella figura di un compagno di classe, Barthélémy, che tutti prendono in giro con il nome femminile di Mimì. Studente modello, Barthélémy non guarda la televisione, non gioca a calcio e insieme ai genitori viaggia spesso all'estero.

In quel contesto appare subito come il diverso e il privilegiato, scatenando il senso di rivalsa nei compagni e in particolare in Jean-Pierre, che regolarmente picchia e umilia Barthélémy. Dopo una giovinezza segnata da insuccessi scolastici e dalla difficoltà di rapporti con le ragazze, Jean-Pierre decide di trasferirsi a Lione, dove svolge il lavoro di pizzaiolo. Dentro di sé monta un'aggressività che aspetta solo il momento giusto per esplodere. Poi, per caso, incontra di nuovo Mimì (Barthélémy) che è diventato un politico di successo, sposato con una donna bellissima. Per lui è troppo. Mimì si trasforma in un'autentica ossessione, che lo porterà a elaborare un piano folle e criminale. L'esordio di Sébastien Marnier è un thriller psicologico che segue le "gesta" di Jean-Pierre.

La cronaca delle ossessioni erotiche di un ragazzo senza speranza, del suo bisogno di rivalsa, aizzato dalla convinzione di non avere nulla mentre gli altri hanno tutto.