Innovazioni sceniche nella Parigi del primo Novecento

Innovazioni sceniche nella Parigi del primo Novecento

di Giovanni Isgrò

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo Parigi vive la sfrenata corsa al divertimento di una società aperta ad ogni forma di novità, fra "café chantants" e atmosfere "éclatantes" offerte da teatri gestiti da impresari dal piglio internazionale o dagli spettacoli di "foire" dei grandi eventi fino al gusto del "guiness". Su un altro piano c'è il bisogno di garantire dignità artistica al teatro a fronte della banalità e della routine del teatro commerciale, ma anche di proiettarlo verso prospettive di radicale rinnovamento dei criteri di messinscena. In questo variegato panorama si intrecciano percorsi diversi, persino contrapposti, che vedono coinvolti artisti ed esperienze provenienti da tutta Europa, da Appia a Meyerhold, da D'Annunzio ai Balletti Russi a Fortuny. Insieme a questi, una schiera di innovatori e sperimentatori francesi, da Lugné-Poe a Rouché, da Copeau a Gémier, senza trascurare gli apporti dei promotori del "théâtre du peuple" con in testa Romain Rolland, fanno di Parigi un crocevia importante nella storia della cultura per molteplicità e varietà di contributi. Di questo articolato scenario, si è ritenuto opportuno, oltre che offrire una visione d'insieme, evidenziare apporti interessanti rimasti tuttavia nell'ombra o poco valorizzati rispetto al lavoro dei padri fondatori riconosciuti della scena europea del Novecento.