Gita al faro

Gita al faro

di Caroline Patey

Gli anni passano, eppure il linguaggio e i romanzi di Virginia Woolf rimangono stranamente vicini a noi; o, meglio, vivono insieme a noi, come accade ai classici. Pronti a liberare nel tempo significati rimasti in ombra e a rivelare orizzonti testuali meno noti, nel segno di una potenzialità estetica ed espressiva che sembra non doversi esaurire. Nutrita da quasi novant'anni di storia, cultura e critica, la conversazione con "Gita al faro" non può che essere fittissima, percorsa da echi molteplici e fondanti per le esistenze di oggi. Certo, il romanzo è radicato negli anni Venti e segnato ancora per molti versi da meraviglie e incubi vittoriani e dalla più spensierata stagione edoardiana.

Insegue tuttavia le turbolenze del ventesimo secolo, restituendo insieme il cupo rimbombo della guerra, i ritmi vivaci di battaglie più feconde come quelle combattute dalle donne e ancora i sommovimenti di una Gran Bretagna inquieta. Lungo le pagine, si dischiude così una modernità che oggi è ancora la nostra, mutevole, inedita e priva di certezze. La gita del titolo prelude quindi a escursioni letterarie e linguistiche la cui novità resta straordinariamente radicale. È per questa ragione che interloquire con Virginia Woolf si rivela un compito non semplice: la sua prosa senza paura e senza regole è tutt'altro che arrendevole e la luce del faro non consente di risolverne i tanti enigmi. Resistente al tempo e alle incessanti disamine, il romanzo non si lascia possedere.

  • Editore: Mimesis
  • Categorie: Classici
  • Edizione: 2016
  • Ean: 9788857535562
  • Pagine: 166 p.
  • In Commercio Dal: 07/06/2016