O principessa!

O principessa!

di Carmelo Pirrera

Carmelo Pirrera nei suoi 'step' narrativi di "O Principessa!" pone sul tappeto della fragranza fantastica e in un volontario dislocamento degli elementi ecotipici (almeno per il marchio originario di certe leggende), il comune denominatore della figura femminile, dolce e gentile, colma di grazia, ma anche risoluta e crudele: colei che registra il peso del mondo con un rabesco di pensieri, con misura adeguata di proposizioni, con logica commisurata ai tempi. Paginette, appunto, in cui il sentimento dilava nello spostamento temporale, in una sinestesia tra passato e presente; non certo guinizzelliane pulsioni d'amore, auliche ed aulenti, ma linfa volta al segno d'un meticciato tra nobiltà e sudditanza, tra potere e subalternità, non disgiunta da sapida quanto menandrea ironia (non a caso, nell'incipit di questo tessuto, ci si meraviglia del perché si pianga nel proprio, ma non in "altrui verone").